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Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’

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Riflessioni Varie sulla Parola
Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’


Sul Vangelo di Marco (Mc 6,30-34)

22 Luglio 2018

                                                                                                                           di Sac. Giuseppe Biamonte

Solo un cuore sensibile riesce a riconoscere la stanchezza, presente nei fratelli dai tratti e dalle espressioni dei loro volti.

Chi, invece, ha un cuore freddo non si preoccupa minimamente del fatto che qualcuno possa aver bisogno di qualcosa, come quello di essere ascoltati e consolati.
Nel vangelo, Gesù, nota il bisogno di riposo impresso negli occhi dei suoi discepoli, e percepisce il desiderio della gente di essere guidata e consolata.
Gesù invita i discepoli a riposarsi, mentre alla gente, dona consolazione attraverso i suoi insegnamenti.

Anche noi possiamo rivederci nella situazione dei discepoli, quando siamo entusiasti non solo dei risultati del nostro lavoro, e per le opere buone realizzate a lode e gloria del Signore, ma soprattutto, quando la gente apprezza e incoraggia i nostri sforzi.
Gesù, ammira la nostra crescita spirituale ed è felice dei nostri progressi.

Egli, nei discepoli incoraggia anche tutti noi a riposare in Lui.
Il cristiano non è l'uomo vagabondo, che sempre riposa, ma l'uomo che dopo aver lavorato e guadagnato il pane con il proprio sudore si prende il meritato riposo.
"Venite in disparte, voi soli..."
Gesù, come maestro di vita, invita agli apostoli di andare in disparte da soli con Lui.
Il successo, l'ammirazione che i discepoli hanno ottenuto attraverso la predicazione può diventare molto pericoloso, in quanto può alimentare in essi la vanagloria, facendogli perdere l'unione con il Signore.
Anche Gesù, dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani, per sfuggire agli onori della gente si ritira da solo a pregare il Padre.
"Ma Gesù sapendo, che venivano per prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo" (Gv 6,15).

Nel vangelo, come possiamo notare, Gesù, dedica tempo ai fratelli che hanno bisogno di incontrarsi con Lui.
Quanti di noi, si sono trovati nella medesima situazione della gente smarrita, di cui si parla nel vangelo, e hanno avuto la grazia di trovare una guida saggia, un padre spirituale che ha offerto tutto il suo tempo per ascoltare, consigliare e condurre sulla retta via.
"Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero..."
Non bisogna mai dire ai fratelli che aspettano da noi un aiuto: non ho tempo, oppure, sono impegnato, passa un'altra volta, perché, così facendo non incarneremo gli stessi sentimenti di Cristo.
"Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore... "
Gesù ci invita a non dimenticarci che siamo tutti" pastori" nel luogo in cui siamo chiamati a prenderci cura dei fratelli e, a non delegare compiti e ruoli importanti per la crescita morale e spirituale dei fratelli.

Molte persone buone vivono accanto a noi, le quali avvertono le nostre fatiche facendole proprie e ci tendono la mano.
Sull'esempio di Gesù, anche noi, abbiamo soccorso, tante volte, i fratelli nelle loro fatiche.
Facendo loro visita quando erano malati, rivolgendo loro una parola di conforto, oppure, dandogli coraggio nelle loro difficoltà.
In un altro passo del vangelo, Gesù, dice: "Venite a me vuoi tutti che siete stanchi, affaticati e oppressi ed io vi darò ristoro".
Abbiamo tutti bisogno di ristoro.

Gesù è la nostra pace, dice San Paolo nella sua lettera agli Efesini (Ef 2,13-18).
Viviamo sempre alla presenza del Signore e troveremo la pace.
Gesù, ai Tuoi discepoli stanchi proponi un po' di riposo: aiutami a capire che solo seguendo Te, che sei il buon pastore, vivo nella gioia e nella pace.

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