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“Figlio, oggi va a lavorare nella vigna”

Religione > Sacra Scrittura > Riflessioni Varie sulla Parola > 18/05-28/12/2014


Riflessioni Varie sulla Parola


“Figlio, oggi va a lavorare nella vigna”


Sul Vangelo di Matteo (Mt 21, 28-32)

28 Settembre 2014

                                                                                                                                                 di Sac. Giuseppe Biamonte


Sentirsi chiamare figli da Dio è il titolo più bello che il cristiano possa ricevere.

La Parola “figlio” è la dignità profonda, la vocazione più alta, il titolo che ci autorizza ad andare a lavorare nella vigna del Signore.  

Questa vigna ci appartiene, è nostra perché figli dell’unico proprietario che è Dio.

Tutti siamo invitati a lavorare in essa e per essa al fine di renderla più bella e ricca di frutti.

Oggi siamo invitati da Dio a lavorare nella vigna della nostra vita, facendo proprie le parole del salmo sessantaquattro che recita:«cosi prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle …».

Ogni uomo conosce la sua vita interiore, sa di cosa ha bisogno per renderla migliore, per progredire nel benessere spirituale. Egli sa anche che trascurando la vigna della propria vita che gli è stata affidata, non potrà mai raccogliere frutti buoni, la sua pigrizia e la sua cattiva volontà lo deruberanno della ricchezza e lo distoglieranno dalla volontà di Dio.

Ci incoraggia sapere e credere che non siamo soli in questo lavoro, ma che Dio ci offre nel Figlio per mezzo della Chiesa gli strumenti utili e preziosi per lavorare nella vigna.

Non possiamo rimandare né delegare ad alcuno questo cammino di conversione personale.

Dio è un padre tanto buono che accetta i nostri “no”, come quello del primo figlio del vangelo, rispetta la nostra libertà, perfino il finto zelo del secondo figlio.

E’ bello considerare, però, come il sincero pentimento è la via della giustizia che il Signore ci addita per realizzare la sua volontà. Il pentimento, infatti, è la risposta interiore che Dio si aspetta da ciascuno di noi come via di ritorno al Suo cuore di Padre.

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